Come fare una fattura elettronica verso privati

Il 1 gennaio 2019 verrà ricordato in Italia come il D-day della contabilità. Il giorno in cui il nostro modo di fatturare è cambiato per sempre. Ok, forse sto un po’ esagerando, ma in confronto agli scenari apocalittici invocati da alcune persone alla vigilia del fatidico giorno neanche più di tanto.

C’è però una domanda che attanaglia chiunque si accosti per la prima volta a quella strana creatura che è la fattura elettronica: “Ma anche per le persone?”. Ogni volta che me lo sento chiedere la conversazione prosegue allo stesso modo. Io rispondo “Sì” e l’altra persona “E come si fa? Ci sono clienti che non capiscono niente di computer. Al massimo sanno usare Facebook. Mica posso dirgli che devono ricevere una fattura elettronica. Come minimo mi diranno che allora non la vogliono”.

Lo ammetto, quando si è iniziato a parlare di fatturazione elettronica me lo sono chiesto anche io. Capivo come avrebbero fatto le aziende. In fondo dovevano organizzarsi per inviarle, riceverle sarebbe stato più semplice. E in ogni caso dovevano già avere almeno una pec e con quella avrei risolto ogni problema. Ma la maggior parte dei privati non ha la pec né tantomeno l’accesso al portale Fisconline.

Per fortuna l’Agenzia delle Entrate ne è consapevole e nei suoi provvedimenti ha chiarito esplicitamente come fare una fattura elettronica verso privati. E in questo campo, le partite iva forfettarie e dei minimi sono assimilate ai privati.

L’iter standard della fatturazione elettronica

Prima di vedere le regole specifiche per i privati, riepiloghiamo come funziona la fatturazione elettronica.

Il prestatore/fornitore per emettere la fattura deve avere, oltre ai soliti dati del committente/acquirente, anche la sua pec o il codice destinatario.

Se si ricorre a un software gestionale, la creazione della fattura elettronica non differisce molto da quella tradizionale (bisogna ricordarsi di inserire la pec o il codice destinatario) dato che molte società informatiche hanno mantenuto la stessa interfaccia.

Una volta inseriti tutti i dati, la fattura va inviata al Sistema di Interscambio (SdI) usando il formato XML.

Dopo le verifiche preliminari, se tutto è a posto, il Sistema di Interscambio la consegna al destinatario.

Sia nella fase di invio che in quella di ricezione può inserirsi un intermediario, opportunamente autorizzato dall’interessato a compiere azioni per suo conto.

Come fare la fattura elettronica a un privato

La procedura che abbiamo appena visto presenta almeno due punti critici se al posto di una società o un professionista abbiamo davanti una persona fisica:

1) le persone non sono obbligate ad avere una pec e la maggior parte non ce l’ha

2) le persone non possono avere un codice destinatario

Quindi, come fa il Sistema di Interscambio a trovarle e consegnare loro la nostra fattura?

Semplice: non lo fa.

Infatti, nel Provvedimento n. 89757/2018 del 30/04/2018 l’Agenzia delle Entrate ha specificato che, quando la fattura è destinata al consumatore finale o a un professionista in regime forfettario/dei minimi, il prestatore/fornitore deve anche fornirne una copia al destinatario utilizzando i consueti canali (posta ordinaria, consegna a mano, e-mail,…) e informarlo che l’originale è disponibile presso la sua area personale sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Sarà poi lui a decidere se scaricarla o meno.

Ti do un consiglio. Non inviare al cliente la fattura in XML (o se la consegni a mano non stampare quel formato). Se hai visto l’aspetto che ha sai che è incomprensibile. Di solito i software di fatturazione permettono di esportarle come fatture tradizionali.

L’emissione in sé della fattura invece non cambia. Nel campo del codice univoco si inserisce 0000000 e si indica solo il codice fiscale lasciando in bianco la partita iva (due indizi che fanno capire al sistema che si tratta di una persona). In questo caso, lo status finale della fattura non è “consegnata” o “accettata dal cliente” come quando fatturi a un’impresa, ma è “mancata consegna”. Non devi preoccuparti, non è un errore.

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L’area personale sul portale dell’Agenzia delle Entrate

L’area personale è una sezione riservata ad ogni cittadino a cui si accede dal portale dell’Agenzia delle Entrate https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/areariservata.

Per farlo, bisogna essere registrati al servizio utilizzando le credenziali rilasciate dall’Agenzia o lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) https://susannaruffato.it/lidentita-digitale-spid/.

I privati possono consultare le fatture elettroniche emesse nei loro confronti a partire dal 1 luglio 2019, a seguito dell’adesione al servizio “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”.

È possibile iscriversi al servizio dal 1 luglio al 31 ottobre 2019.

In pratica i passaggi da compiere sono:

  • •richiedere le credenziali all’Agenzia delle Entrate o lo SPID (io consiglio quest’ultimo)>
  • •registrarsi sul portale dell’Agenzia delle Entrate>
  • •aderire al servizio di consultazione delle fatture elettroniche entro il 31/10/2019>

Considerando il livello di alfabetizzazione digitale italiano e la poca visibilità data a questo servizio, è probabile che pochi cittadini aderiranno. Per questo dovrai sempre consegnare ai tuoi clienti privati una copia della fattura con i consueti mezzi.

Però se ti chiederanno (e lo faranno) perché c’è scritto “Copia di cortesia” o cosa intendevi con “l’originale è disponibile nella sua area riservata sul portale dell’Agenzia dell’Entrate” saprai cosa rispondere.


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