Quanto farsi pagare per un logo?

Fare un preventivo è difficile. Quando poi ti occupi di cose immateriali è ancora più complicato. L’esperienza per fortuna aiuta, quindi con il tempo diventerà più facile. Nel frattempo, voglio aiutarti a capire quanto farti pagare per un logo evitando di sottostimare il tuo lavoro o di chiedere cifre assurde che non ti porteranno a niente.

Per farlo devi considerare:

  • il lavoro in sé e tutto quello che ti servirà per farlo

  • le tue capacità

  • i tuoi costi di gestione (commercialista, pec, sito web,…)

  • tasse e imposte

  • quanto hai bisogno di guadagnare per le tue spese personali

Inoltre, valuta il tipo di cliente che hai davanti e cerca di capire quanto è disposto a pagare. Non guadagnerai allo stesso modo da tutti i lavori.

Primo step: Cosa vuole il cliente

Per prima cosa devi capire in cosa consiste il lavoro. “Fare un logo” è troppo generico.

In questa fase il brief è un ottimo strumento di lavoro. Puoi incontrare il cliente faccia a faccia, parlare con lui al telefono, fare una videoconferenza o mandargli una mail con una serie di domande. L’importante è raccogliere tutte le informazioni per capire la complessità del lavoro, le fasi di cui dovrai occuparti, le tempistiche, la tipologia del cliente e il budget.

È probabile che il cliente non abbia le risposte a tutte le tue domande. Anzi, è quasi certo che ad alcune cose non avrà proprio pensato.

Ti faccio un esempio (non si riferisce alla creazione di un logo, ma questo discorso vale per molte situazioni). Tempo fa dovevo impaginare un libro per un mio cliente. Cercando di capire cosa si aspettasse ho scoperto che non aveva ancora pensato al formato e al tipo di carta. Non si era reso conto che fossero elementi essenziali, da valutare prima di iniziare il lavoro.

Chiariamoci, non è che i clienti siano stupidi. Semplicemente non è il loro mestiere. Sta a te guidarli spiegando di quali informazioni hai bisogno. E si prova una certa soddisfazione quando il cliente impara qualcosa grazie a te.

Quello di cui ti ho appena parlato mi ha contattata di recente per un nuovo libro e nella prima mail ha scritto: “Sarà in formato A4 su carta patinata opaca 130 grammi”. Mi sono sentita Yoda.

In questa fase devi capire quanto sarà complessa la realizzazione del logo in sé e cosa si aspettano che tu faccia. Alcuni elementi da considerare sono:

  • viaggi, per cui valuta quanti dovrai farne, quanto tempo ci vorrà e tutte le relative spese

  • ricerche di mercato, che possono richiedere poche ore, per piccole attività, o settimane

  • tempo di elaborazione vera e propria e quante proposte presentare

  • revisioni

  • progetti correlati

Sii chiaro e preciso nel tuo preventivo. Dettaglia tutto quello che comprende, inclusi il numero di viaggi e di revisioni che farai, inserendo magari un costo a parte per ogni extra. Altrimenti potresti ritrovarti con un cliente che un giorno sì e uno no cambia idea e ti fa rifare il lavoro senza pensare seriamente a quello che ti sta chiedendo.

Secondo step: Chi è il cliente

Quanto farti pagare per il logo dipende anche dalle caratteristiche del cliente. Può sembrare ingiusto applicare prezzi diversi per lo stesso lavoro, ma è una prassi consolidata. E personalmente lo consiglio.

L’addestratore di cani che sta avviando la sua professione, il fioraio sotto casa e la tessitura con 200 dipendenti hanno disponibilità economiche diverse. E tenerne conto significa prendersi un margine maggiore con i clienti con maggiori disponibilità così da poter soddisfare i piccoli, anche se non ci saranno grossi guadagni.

Durante il briefing quindi cerca di capire cosa pensano e non vergognarti di chiedere se hanno già in mente un budget massimo. Avrai un’idea di quanto potrai chiedere. O capirai che è meglio lasciar perdere. A volte è la scelta migliore. Non svendere il tuo lavoro. Se qualcuno pretende la luna, ma vuole pagarla quanto un pezzo di formaggio non merita il tuo tempo e sta sminuendo quello che fai.

Step 3: Sei la persona giusta per quel logo?

Una volta che hai compreso il lavoro, fatti un esame di coscienza e ammetti, in tutta onestà, se sei in grado di farlo. Se hai poca esperienza e nessun supporto difficilmente puoi portare a buon fine un lavoro mastodontico, che richiede tecniche e competenze che non possiedi. Concentrati su lavori più piccoli, alla tua portata e a poco a poco aumenta il tuo livello. Col tempo arriveranno i clienti più redditizi.

Accettare un cliente che sai di non poter soddisfare ti porterà solo cattiva pubblicità. E per te sarà frustrante.

Inoltre, maggiore è la tua professionalità più alto e il compenso che puoi chiedere. Del resto, il primario di cardiologia chiede più del giovane medico fresco di studi. Perché non dovrebbe valere anche nel tuo settore?

Step 4: I tuoi costi

La tua attività ha dei costi di gestione, ovvero che non dipendono da uno specifico lavoro, ma che devi sostenere in ogni caso. Il tuo commercialista infatti vorrà essere pagato, se il tuo studio è fuori casa avrai un affitto, l’hosting e il dominio del sito web non sono certo gratuiti. E così via. Dovresti avere da qualche parte un elenco. Altrimenti prendi carta e penna e preparati a farlo appena finito di leggere questo articolo.

Tutti questi costi devono essere suddivisi tra i vari lavori che farai durante l’anno. Qui si tratta di una stima ovviamente. E soprattutto all’inizio ti consiglio di stare un po’ largo, per non rischiare. Quando sarai più esperto potrai essere più preciso.

Per semplificare le cose, puoi fare questo calcolo:

costi di gestione/giornate di lavoro dell’anno (o se preferisci ore)

così troverai la quota di costi che devi coprire ogni giorno di lavoro.

A questo punto, se prevedi di impiegare 10 giorni a completare un lavoro moltiplica quel costo per 10.

È un metodo molto semplice e veloce, ma che ti dà una buona indicazione.

Step 5: Quanto ti serve guadagnare

Tu non lavori solo per pagare i costi della tua attività, ma anche per guadagnare per te stesso. Per pagare il mutuo, le bollette, le rate della macchina, l’abbonamento in palestra, le vacanze dei tuoi sogni,…

Ed è con la tua professione che potrai permetterteli. Per il calcolo puoi usare lo stesso metodo dei costi di gestione.

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Step 6: Non dimenticare le tasse

Bene, ora sai che per creare il logo del fioraio, tra ricerche, lavorazione e revisioni (non hai spese di viaggio, visto che è proprio sotto casa tua) ti servono 1.000 euro, così coprirai tutti i tuoi costi e ti rimarrà abbastanza per te.

Quindi per il logo ti fai pagare 1.000 euro?

No.

Quella è la cifra che deve restare a te, ma ci sono quelle cosette chiamate imposte e contributi, croce e del… ok, solo croce di tutti noi italiani.

A questo punto devi ricostruire l’importo lordo che ti permetterà di arrivare a quel netto.

Diciamo che sei un libero professionista in regime forfettario (per gli altri regimi cambiano le percentuali ma il ragionamento è lo stesso). Avrai:

  • una base imponibile pari al 78% dell’importo fatturato

  • essendo iscritto alla gestione separata INPS, il 25,72% di contributi

  • imposta sostitutiva del 15%

Considerando questi 3 parametri, ti dico che del totale fatturato, circa il 71% resterà a te e il 29% se lo spartiranno INPS e Agenzia delle Entrate.

Quindi, per ottenere un netto di 1.000 euro devi fare:

1.000/0,71= 1.408,45

La controprova:

lordo1.408,45
Imponibile (78% del lordo)1.098,59
INPS (25,72%)282,56
imponibile al netto dell’INPS816,03
Imposta sostitutiva (15%)122,41
netto1.003,49

Certo, il calcolo non è preciso al centesimo (per quello dovremmo tenere conto degli innumerevoli decimali), ma non serve che lo sia. Oltretutto non è il caso si presentare un preventivo di 1.408,45 Euro. Meglio arrotondare a 1.400 Euro.

Se hai diritto all’imposta sostitutiva ridotta (5%), la parte del fatturato che rimane a te corrisponde al 79%.

Bene, ce l’abbiamo fatta.

Ora che hai chiaro chi è il tuo cliente, cosa devi fare e quali sono i costi sai quanto farti pagare per un logo. O per qualsiasi altro lavoro. Questo processo infatti è replicabile per tutti i servizi che offri. In alcuni casi ci saranno degli adattamenti da fare (magari lo strumento iniziale non sarà il brief), ma la sostanza è questa.

Segui tutti gli step e vedrai che in poco tempo diventerai velocissimo.


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Ogni piccola azione della giornata dedicata ad un cliente, una telefonata rapida, un email di media lunghezza ha un costo minimo se presa da sola. Ma giorno dopo giorno questi costi si sommano, e la cifra alla fine dell'anno diventa la differenza tra una settimana di ferie in più o meno.
Purtroppo tenere traccia di tutte le brevi attività è spesso complicato, e si preferisce lasciar perdere.

Non solo. E' semplice perdere tempo, e soldi, quando non si ha un'organizzazione del proprio lavoro concentrata in un punto solo.
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