Apertura della partita iva: come fare e quanto costa

L’apertura della partita iva è un momento importante. Segna l’inizio di un nuovo capitolo nella vita di una persona. E come tutti gli inizi porta con sé una buona dose di ansia e domande. Le due principali sono: come si fa? E quanto costa?

In effetti è un processo che inizia prima dell’avvio dell’attività. Cerchiamo quindi di fare un po’ d’ordine e stilare una check-list di quello che ti serve per aprire la tua nuova partita iva.

Cosa fare prima di aprire la partita iva

Prima di iniziare la tua nuova avventura professionale avrai bisogno di vari “strumenti”. Alcuni sono obbligatori per legge, altri no, ma è meglio averli.

Quindi, preparati e iniziamo il viaggio verso la tua nuova attività.

Scegli il commercialista

l’avvio di una nova attività richiede diversi strumenti prima di inviare la documentazione necessaria

È la prima cosa da fare perché un bravo commercialista ti aiuterà nei passi successivi. Ti stari già chiedendo “quanto mi costerà?”. Purtroppo non è possibile dare una risposta definitiva a questa domanda.

Molto dipende infatti dalla quantità di lavoro che dovrà svolgere, che a sua volta dipende dalla forma giuridica e dal regime fiscale scelto. Inoltre ci possono essere notevoli differenze tra una regione e l’altra e tra grandi città e piccoli centri.

La cosa migliore da fare è chiedere un preventivo a diversi professionisti e incontrarli di persona. Infatti anche se l’aspetto economico ha la sua importanza, soprattutto agli inizi, ti consiglio di non basarti solo su quello. Scegli un professionista di cui ti fidi e che offre un buon livello di assistenza.

E chiedi una quotazione a parte per le pratiche di apertura della partita iva.

Inoltre, se avrai dei dipendenti ti servirà anche un consulente del lavoro. Alcuni studi commercialisti hanno lo studio paghe al loro interno, in altri casi dovrai ricorrere a due professionisti diversi.

Anche il questo caso il mio consiglio è chiedere preventivi e conoscerli di persona.

Scegli il codice ATECO

Il codice ATECO è una combinazione di numeri che identifica l’ATtività ECOnomica svolta ed è un elemento obbligatorio.

L’elenco https://www.codiceateco.it/sezioni è suddiviso in sezioni e sottosezioni sempre più specifiche.

In alcuni casi la scelta è obbligata (se sei un avvocato e vuoi aprire uno studio ti serve il codice 69.10.10 che identifica le “attività degli studi legali”). In altri casi non esiste un codice specifico e bisogna ricorrere a quelli generici. Ad esempio, non ne esiste uno per i copywriter, che possono scegliere tra 74.90.99 (“Altre attività professionali NCA”) e 70.21.00 (“Relazioni pubbliche e comunicazione”).

L’identificazione del codice va fatta con molta attenzione perché potrebbe influenzare i passi successivi e la gestione contabile. Per esempio, alcuni codici non permettono di aprire la partita iva come libero professionista, ma richiedono una ditta individuale. E sotto il profilo fiscale c’è una grande differenza.

Scegli la forma giuridica e il regime fiscale

Poi è il momento della forma giuridica. Devi decidere se vuoi essere un libero professionista o una ditta individuale o se vuoi fondare una società di persone o di capitali. E in questi ultimi due casi hai a disposizione diverse opzioni https://www.to.camcom.it/book/export/html/6141.

Infine, il regime fiscale: ordinario, semplificato o forfettario. Non tutte le attività e non tutte le forme giuridiche danno accesso a tutti e tre i regimi. Quindi la prima selezione va fatta in questo modo. Ad esempio una s.p.a. non può essere in regime forfettario. Se poi ne rimane più di una, considera le diverse caratteristiche e scegli quella che ti conviene di più.

Per tutte queste valutazioni puoi farti aiutare dal commercialista, soprattutto se non sei un esperto. Lui saprà certamente analizzare la tua situazione e suggerirti la combinazione migliore per te.

PEC, SPID e firma digitale

La PEC è la Posta Elettronica Certificata e deve essere indicata sui documenti di apertura della partita iva. Quindi devi farla prima di presentare le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate o alla Camera di Commercio.

SPID è il Sistema Pubblico di Identità Digitale https://susannaruffato.it/lidentita-digitale-spid/. Una sorta di account universale per comunicare con la pubblica amministrazione. Non è obbligatoria, ma ti consiglio di farla per poter accedere comodamente ai portali degli Enti Pubblici (al momento alcuni non sono ancora aggiornati, ma i principali sì) con un solo account.

La firma digitale è l’equivalente informatico della firma autografa sui documenti. Può essere richiesta a uno qualsiasi dei soggetti accreditati https://www.agid.gov.it/it/piattaforme/firma-elettronica-qualificata/prestatori-di-servizi-fiduciari-attivi-in-italia dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Atto costitutivo

I costi per l’apertura della partita iva non sono uguali per tutti e riguardano diverse voci

Tutte le società hanno bisogno di un atto costitutivo, ovvero un documento che contiene tutti gli elementi che la caratterizzano, come la ragione sociale, la sede legale, l’oggetto sociale, i conferimenti o le quote dei soci e via dicendo.

Per la sua redazione è bene affidarsi a un notaio che si assicurerà che siano presenti tutti i dati essenziali e che la forma sia corretta.

Il costo dipende dal tipo di società e dal professionista scelto. Per questo servono diversi preventivi e magari chiedere anche consiglio al commercialista.

I liberi professionisti e le ditte individuali non devono redarre l’atto costitutivo.

Come fare l’apertura della partita iva

Dopo aver preso tutte le decisioni ed esserti dotato degli strumenti necessari per aprire la tua partita iva è arrivato il momento tanto atteso.

Entro 30 giorni dall’avvio dell’attività devi inviare tutte le comunicazioni agli uffici di competenza e richiedere l’attribuzione di un numero di partita iva.

I documenti da compilare e gli enti a cui inviarli cambiano a seconda che tu stia avviano una libera professione o una società di qualsiasi tipo (compresa la ditta individuale).

Aprire la partita iva per una società

Quando apri una società devi darne comunicazione all’Agenzia delle Entrate, all’INPS, all’INAIL, al registro delle imprese, all’albo artigiani ed eventualmente al registro cooperative. Un bel giro vero?

Fortunatamente oggi non bisogna più compilare una moltitudine di moduli che spesso chiedono le stesse cose e girare per altrettanti uffici, perdendo ore in coda.

Adesso si risolve tutto con un’unica dichiarazione, chiamata Comunicazione Unica d’Impresa http://www.registroimprese.it/comunicazione-unica-d-impresa composta da un modulo riassuntivo con i dati di base più uno o più modelli, a seconda della natura dell’impresa. Essa raccoglie infatti tutti i documenti che ho elencato prima e chiede di compilare quelli di competenza.

Deve essere presentata online (quindi niente code) e servono una pec e la firma digitale. Ecco perché te le ho fatte fare nella fase preparatoria.

Apertura della partita iva per il libero professionista

Il libero professionista non è tenuto all’iscrizione presso la Camera di Commercio. Deve quindi compilare il modello AA9/12 http://bit.ly/2SIxDHJ e inviarlo direttamente all’Agenzia delle Entrate.

Può consegnarlo a mano, tramite raccomandata o utilizzare il software dell’Agenzia delle Entrate e inviarlo online.

Inoltre, deve iscriversi alla cassa previdenziale di competenza o, in mancanza di questa, alla gestione separata dell’INPS.

Nel primo caso bisogna rivolgersi al proprio albo professionale e la quota da versare varia in base alla professione.

Nel secondo caso invece l’iscrizione va fatta presso l’INPS. Per il 2019, le aliquote di contribuzione sono: 25,72% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie e 24% per i titolari di pensione o di altre tutele pensionistiche (ad esempio, un lavoratore dipendente che svolge una libera professione come secondo lavoro).

Qualunque sia l’attività che stai avviando, l’apertura della partita iva è gratuita e nella maggior parte dei casi abbastanza semplice. Puoi farla anche da solo e devi pagare semplicamente le imposte di bollo e i diritti di segreteria, che variano a seconda della forma giuridica.

Tuttavia, se hai dei dubbi, chiedi aiuto al tuo commercialista. In questo caso potresti dover pagare per il servizio con un costo che varia in base alla forma giuridica e al regime fiscale. Infatti è molto diverso (e più economico) aprile una partita iva come libero professionista forfettario che come società a responsabilità limitata in regime ordinario.

Programmi per fatturazione

Hai quasi tutto quello che ti serve per iniziare il tuo nuovo lavoro. Ti manca solo un metodo di fatturazione.

Se sei in regime ordinario o semplificato hai l’obbligo di fatturazione elettronica. Lo stesso vale per i forfettari che lavorano con la pubblica amministrazione. Quindi, a meno che non parliamo di 1-2 fatture al mese, ti serve un software che gestisca l’emissione, l’invio, la ricezione e la conservazione dei documenti.

Ne esistono decine con prezzi anche molto diversi. Alcuni si integrano con programmi di contabilità per registrare anche gli ordini, i ddt, i pagamenti eccetera, altri si limitano alle fatture elettroniche.

Se non sei tenuto alla fatturazione elettronica puoi comunque optare per un software gestionale in cui registrare le tue fatture, quelle di acquisto, le scadenze e i pagamenti. Con meno di 100 euro all’anno avrai un programma semplice ma molto utile.

Quanto costa aprire una partita iva?

Questa è LA Domanda. E non esiste una risposta unica. Il costo dipende da molti fattori, ma proverò a darti un’idea di quello che ti aspetta.

Riassumiamo quindi le voci stimando i costi

Commercialista (non comprende l’assistenza per l’apertura della partita iva)

Regime forfettario

300-600 euro all’anno

Altri regimi fiscali

da 1.500 euro all’anno -

dipende dalla forma giuridica e dal fatturato (può anche superare i 10.000 euro).

Studio paghe

 

variabile in base al numero di dipendenti

Notaio

 

1.000-3.000 euro

PEC

 

25-50 euro all’anno

Firma digitale

 

30-80 euro anche in base al periodo di rinnovo (da 1 a 3 anni)

SPID

 

gratuito

Iscrizione alla Camera di Commercio

Libero professionista

-

Ditta individuale

circa100 euro

Società di persone e capitali

da 150 euro

Software fatturazione elettronica

 

200-1.200 euro all’anno

Questi costi sono puramente indicativi e possono variare in base alla caratteristiche della società e ai professionisti scelti.

E dopo il primo anno?

Alcuni dei costi che abbiamo visto vanno sostenuti una sola volta, come il notaio. Altri invece sono periodici, come il commercialista o la pec.

A questi, dopo il primo anno dovrai aggiungere in base al tipo di partita iva:

  • contributi INPS o cassa previdenziale

  • INAIL

  • IRPEF o imposta sostitutiva

  • IRAP

  • diritto annuale della Camera di Commercio

  • altre comunicazioni alla Camera di Commercio (variazioni, deposito del bilancio, vidimazione dei libri sociali,...)

  • altre imposte previste per particolari settori

È difficile, se non impossibile, fare un elenco dei costi valido per tutte le forme societarie e tutti i settori. Il consiglio quindi è sempre quello di chiedere aiuto al tuo commercialista, che conosce nel dettaglio la tua situazione e può farti una valutazione più precisa.


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