Lavorare come freelance senza Partita Iva

Lavorare come freelance senza Partita Iva è possibile, a patto di rispettare alcuni parametri. Certo, si tratta di piccoli lavori o di una fase di avviamento, ma è una buona opportunità per iniziare una nuova attività o per integrare il proprio reddito.

Infatti, se hai appena deciso di metterti in proprio, o fai qualche lavoretto saltuariamente nel tuo tempo libero, l’apertura della Partita Iva renderebbe il tutto antieconomico e passeresti più tempo a compilare scartoffie che a lavorare. Fortunatamente esiste il lavoro autonomo occasionale, con cui non devi far niente, a parte svolgere la tua attività ed emettere una ricevuta.

I parametri per lavorare come freelance senza Partita Iva

Alcune delle caratteristiche del lavoro autonomo occasionale sono già intuibili dal suo nome:

  • lavoro= ok, non c’è bisogno di spiegarlo
  • autonomo= deve essere autogestito sia nei tempi che nelle modalità. Non può essere sottoposto a orari o sedi vincolanti da parte del committente
  • occasionale= non deve essere un’attività continuativa e organizzata. Non si può lavorare per lo stesso committente per più di 30 giorni lavorativi all’anno

A questo si aggiunge un limite sui ricavi totali: 5.000 Euro all’anno.

Questi paletti non sono restrittivi come potresti pensare. Il limite dei 30 giorni infatti è vincolante, ma praticamente indimostrabile, dato che non esiste una rendicontazione oraria. E quello dei 5.000 euro in realtà può essere superato. Vedremo tra poco come.

Quali sono gli obblighi del lavoratore autonomo occasionale

Gli adempimenti legati al lavoro autonomo occasionale sono ridotti al minimo. Al termine della prestazione devi emettere una ricevuta per prestazione occasionale riportando:

  • • i tuoi dati anagrafici e il codice fiscale
  • • i dati societari o anagrafici del committente e il codice fiscale o la partita iva
  • • l’oggetto della prestazione
  • • il compenso lordo
  • • la ritenuta d’acconto del 20% sul compenso lordo
  • • il compenso netto (lordo-ritenuta d’acconto)
  • • la data, il luogo e la firma
  • • una marca da bollo da 2,00 Euro se l’importo lordo supera 77,47 Euro

Quando non si applica la ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto è, come dice il nome, un acconto sulle imposte che si devono pagare. Viene trattenuta dai cosiddetti sostituti d’imposta che poi la versano per conto del freelance senza partita Iva all’Agenzia delle Entrate.

Tieni però presente che solo le società e i liberi professionisti con sede in Italia sono riconosciuti come sostituti d’imposta. Ai committenti privati ed esteri non devi invece applicare la ritenuta.

Il rimborso spese

Se per svolgere la tua attività hai sostenuto delle spese (es. vitto, alloggio,…) che il tuo committente deve rimborsarti, puoi inserirle nella ricevuta senza applicare la ritenuta del 20% solo se alleghi anche i documenti che provano la spesa (fattura, biglietto del treno, del pedaggio autostradale,…).

In questo caso nella ricevuta avrai:

  • • compenso lordo della prestazione
  • • rimborso spese
  • • ritenuta d’acconto del 20% solo sul compenso lordo
  • • totale da pagare= compenso lordo – ritenuta d’acconto + rimborso spese

Inoltre, questi rimborsi non vengono calcolati nel limite dei 5.000 Euro.

I rimborsi forfettari o senza giustificativi invece rientrano nel compenso della prestazione. Sono quindi soggetti alla ritenuta d’acconto e fanno parte del limite di ricavi annui.

Superare i 5.000 Euro senza Partita Iva

Può capitare di iniziare a lavorare come freelance senza Partita Iva convinti che si guadagneranno pochi Euro e poi, verso la fine dell’anno, scoprire di dover superare il limite. Non temere, non è detto che tu debba aprire la Partita Iva.

Infatti, se il lavoro conserva il suo carattere occasionale, basta iscriversi alla gestione separate dell’INPS e versare i contributi (solo sulla parte eccedente i 5.000 euro).

Eccezioni alla disciplina del lavoro autonomo occasionale

Esistono due eccezioni a quanto detto finora. Ci sono infatti freelance che possono lavorare senza restrizioni senza la Partita Iva e liberi professionisti che non posso ricevere neanche un Euro in questo modo.

Chi può lavorare come freelance senza Partita Iva senza limiti

Chi svolge un’attività di “cessione di diritti d’autore” non è tenuto ad aprire la Partita Iva (né a iscriversi alla gestione separata dell’INPS) qualunque sia l’importo totale dei suoi compensi.

Questa possibilità riguarda ad esempio:

  • • traduttori
  • • scrittori
  • • copywriter
  • • autori televisivi

In questo caso il professionista emette una ricevuta per prestazione occasionale con la ritenuta d’acconto, ma ha diritto a una riduzione del 25% (o 40% se ha meno di 35 anni) della base imponibile.

Tieni però presente che questo riguarda solo la cessione dei diritti d’autore. Se lo stesso professionista svolge anche delle consulenze, tiene corsi e via dicendo, per questa parte del suo lavoro valgono le regole del lavoro autonomo occasionale e i suoi limiti.

Per questo, spesso chi fa di queste attività il proprio lavoro principale apre comunque la Partita Iva.

Chi non può mai ricorrere al lavoro autonomo occasionale

Al lato opposto della cessione dei diritti d’autore troviamo tutte le professioni che richiedono l’iscrizione ad un albo professionale (ad esempio avvocato, psicologo, commercialista,…).

Per svolgere queste attività come libero professionista è sempre obbligatoria l’apertura della Partita Iva.

Questo vale ovviamente per le prestazioni che richiedono l’iscrizione all’albo. Ad esempio un medico potrebbe scrivere una serie di romanzi ricorrendo alla prestazione occasionale, ma per effettuare una visita medica deve avere una Partita Iva.

Dunque, quando aprire la Partita Iva e quando restare lavoratori autonomi?

Partendo dal presupposto che si rispettino tutti i parametri per lavorare come freelance senza Partita Iva, non esistono risposte giuste o sbagliate. Dipende molto da te, da come percepisci il tuo lavoro e dalle tue aspettative.

Finché dedichi a questa attività poche ore al mese e le entrate sono basse, il lavoro autonomo occasionale è sicuramente una buona opzione. Ma quando le cose iniziano a farsi serie la Partita Iva diventa quasi un obbligo. Oltretutto con il regime forfettario potresti addirittura versare meno contributi che con la prestazione occasionale.


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